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Paura e rabbia nella vita pubblica: un’analisi filosofica

Trovare negli antichi l’antidoto alle emozioni negative indotte

lectio di Martha C. Nussbaum, filosofa
a partire da Monarchia della paura (il Mulino)
modera Paolo Maria Noseda

La lezione sarà in inglese. Al termine Paolo Maria Noseda tradurrà l’intervento. Collegati su Zoom, insieme alla filosofa, studenti e studentesse delle scuole superiori.

La paura, un’emozione primordiale, può essere opportunamente indotta e sfruttata dal potere.
È ciò che Martha Nussbaum osserva descrivendo metaforicamente come «monarchia della paura» la tendenza di taluni assetti politici ad allarmare proditoriamente i propri «sudditi», fiaccando la loro capacità di giudizio. Il convulso susseguirsi di accadimenti inquietanti (non solo l’elezione di Trump e il distacco di Brexit ma soprattutto il ritorno di atti xenofobi e razzisti) l’ha indotta a riflettere sullo scadimento della vita politica occidentale e sul malessere degli individui, che vede sprofondati nel risentimento, nella rabbia e nella faziosità. La paura è un veleno per la democrazia, perché toglie alle persone l’orgoglio di essere libere e indipendenti nel loro pensiero.
Per sottrarsi alla pressione di un conformismo emotivo tarato sull’angoscia e aprirsi alla speranza, giova ricorrere ancora una volta all’insegnamento degli antichi, l’antidoto a ogni chiusura mentale.

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