Torna il Festival del Classico, il progetto della Fondazione Circolo dei lettori  che  intende aprire al pubblico uno spazio di confronto tra passato e presente, alla luce del patrimonio dei classici, lavorando attraverso un paradigma interpretativo ancorato alla memoria del passato ma capace di orientare il futuro.

Oikonomia/Plutocrazia è il tema dell’8. edizione del festival presieduto da Luciano Canfora e curato da Ugo Cardinale, in programma dall’11 al 14 dicembre tra il Circolo dei lettori e altri spazi culturali a Torino.

Quest’anno abbiamo scelto un binomio inconsueto: oikonomia/plutocrazia. Che cosa rappresentano queste due parole di origine greca, non casualmente introdotte per un Festival del Classico? Oikonomia non vuol essere un’ostentazione. Invece è parola greca che solo tangenzialmente richiama il significato della moderna scienza economica che pur ha la stessa etimologia remota.
Oikonomia significa amministrazione della casa, intesa non come edificio, ma come organismo sociale, luogo di relazioni finalizzate alla cooperazione e alla sussistenza. Tali relazioni nella società schiavistica antica non erano certo idilliache e presentavano un’evidente asimmetria che oggi è oggetto di rifiuto, ma la cura dell’oikos, che è anche alla base delle nostre preoccupazioni ambientaliste, ci induce a reinterrogare quel modello e a contrapporgli, come aveva fatto Aristotele, quello della crematistica innaturale, cioè la scienza della ricchezza basata sul denaro di cui Pluto era il dio. Scaveremo alle origini di quella società mercantile che fa del denaro uno strumento di moltiplicazione insaziabile di ricchezza e che ha accentuato la divaricazione tra ricchezza e povertà. E la plutocrazia, potere dei pochi, non dei migliori, come sarebbe un’aristocrazia, ma dei più ricchi, lo spettro più evidente del nostro tempo, sarà al centro degli interventi dei nostri relatori in un excursus dalla storia dei ricchi in Occidente agli scenari attuali.

Ugo Cardinale
Curatore Festival del Classico